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Il Neofita, e persino i membri dei gradi più avanzati, potrebbero chiedersi perché il Giuramento prestato durante l’iniziazione al Grado 0=0 attribuisca una tale importanza alla discrezione e alla segretezza. Ci sono validi motivi per questo. Innanzitutto, potremmo paragonare il nostro lavoro rituale al lavoro di un chimico. Il Tempio e tutti i Riti che vengono eseguiti al suo interno sono come un esperimento alchemico, il cui obiettivo consiste nel trasformare le impurità della nostra Fratellanza in Oro, quell’Oro rappresentato dalla ritrovata unione con il “Sé Superiore”. Questa è “l’evoluzione termica” mediante la quale nell’intimo di ogni persona avvengono trasformazioni con una rapidità che va ben oltre i ritmi naturali. Il nostro lavoro rituale è come il chinarsi di un delicatissimo fiore all’interno di una “serra calda”, pertanto questo processo deve essere protetto nel miglior modo possibile dalle influenze esterne..

Come in un laboratorio alchemico, l’esperimento può riuscire solamente se condotto in un ambiente controllato e sigillato ermeticamente. Il nostro obiettivo implica il raggiungimento di un certo “equilibrio”, che può verificarsi solamente se si eliminano tutti gli influssi delle forze disarmoniche. Come lo scienziato non trarrebbe alcun vantaggio dalla rivelazione dei suoi metodi di lavoro, allo stesso modo noi proteggiamo i nostri rituali e simboli in un “manto di silenzio”, e come lo scienziato non svelerebbe mai il nome delle sostanze chimiche che utilizza nelle proprie operazioni, allo stesso modo noi manteniamo segreto il nome dei nostri Fratelli e Sorelle.

Inoltre, in questo “laboratorio termico” spirituale ha luogo una metaforica “scissione nucleare”, un processo che deve avvenire in una “camera nucleare” sigillata - il Tempio, appunto – per proteggerlo da qualsiasi energia dannosa derivante dal mondo esterno. Come ci insegna lo Ierofante nell’Iniziazione al Grado 0=0, l’energia squilibrata è cattiva e porta la Vita all’estinzione. Solamente in un ambiente equilibrato l’Energia Divina può essere utilizzata in modo sicuro. Il numero delle persone disposte a impiegare tale energia in modo saggio e costruttivo è limitato, sebbene sia in costante crescita.

Non è peccare di presunzione se osiamo affermare che la coscienza collettiva dell’umanità si trova ancora in uno stadio poco evoluto e che non è ancora pronta per questo esperimento. Come Cercatori della Luce non dobbiamo dimenticare l’enorme responsabilità che grava su di noi per mantener fede a queste nostre elevate aspirazioni. Proprio come la coscienza collettiva dell’umanità, anche noi dovremo ancora vivere molte gioie e dolori. Possiamo condurre gli altri alla soglia, ma non possiamo attraversarla al posto loro e tanto meno possiamo trascinarli con la forza. Ed è proprio questo che rischieremmo di fare se svelassimo determinati simboli, rituali e verità segrete a chi non è ancora pronto a riceverli. È inoltre molto pericoloso diffondere simboli, rituali e verità che noi stessi non abbiamo ancora assimilato totalmente. Sarebbe come spingere qualcuno a varcare una porta che noi stessi non siamo ancora in grado di aprire.

Inoltre, al fine di risvegliare i nostri sensi interiori, dobbiamo innanzitutto SAPERE, il che richiede la capacità di assimilare a fondo gli insegnamenti che ci vengono impartiti. In secondo luogo è necessario VOLERE, cioè possedere la volontà di evolvere e di assumersi la responsabilità del proprio agire o non agire. Dobbiamo inoltre OSARE ed avvicinarci ai Misteri con vera umiltà, come un bambino che non desidera altro se non di essere nutrito e accudito dal proprio Padre e dalla propria Madre. Infine è necessario TACERE, poiché come potremo sentire la “Voce del Silenzio” – la voce del nostro Sé centrale – se non siamo in grado di ascoltare? E come possiamo ascoltare se continuiamo a parlare? Ma quando sentiremo la voce del nostro Maestro Interiore, sapremo esattamente cosa dire, pensare o fare. SAPERE, VOLERE, OSARE e TACERE.

Infine, dobbiamo migliorare la nostra conoscenza dell’energia del pensiero, della parola e delle azioni, poiché questi elementi sono decisivi per la riuscita del lavoro rituale. Ci verrà chiesto di visualizzare determinati simboli, colori, ecc., di vibrare “parole di potere” e di eseguire determinati movimenti col corpo. È come spargere dei semi sul fertile terreno del nostro subconscio, semi tramandatici dagli Adepti che hanno imboccato la “Via del Ritorno” prima di noi, tanto tempo fa. Con la dovuta cura, da questi semi nascerà una pianta che darà i frutti della vera unione con la parte “più intima ed elevata” di noi stessi.

Per un’analisi più approfondita dell’energia del pensiero, della parola e dell’azione, vorremmo prendere in considerazione il termine ebraico “Ruach”, che significa “Respiro di Vita”, scritto RVCh (Resh, Vav, Cheth). Di seguito forniamo la spiegazione delle lettere che lo compongono:


RESH

Significato: Testa
Arcano e parola chiave: Arcano 19, Il Sole – Rigenerazione
Corrispondenza planetaria e zodiacale: Il Sole
Corrispondenza anatomica: La testa

VAV

Significato: Gancio o Chiodo; utilizzata anche come la congiunzione “e”
Arcano e parola chiave: Arcano 5 Lo Ierofante – la Voce Interiore
Corrispondenza planetaria e zodiacale: Il Toro, governato da Venere
Corrispondenza anatomica: Le orecchie, la lingua, la mascella e la gola

CHETH

Significato: Recinto o recinzione
Arcano e parola chiave: Arcano 7, Il Carro – Recettività
Corrispondenza planetaria e zodiacale: Il Cancro, governato dalla Luna
Corrispondenza anatomica: Il petto, lo stomaco


La Parola RVCh non descrive solamente la discesa dell’Energia Divina che si manifesta, ma rivela una serie di informazioni sul ruolo dei pensieri, delle parole ecc. nel processo della manifestazione. La lettera Resh rappresenta il punto iniziale in cui confluisce l’Energia Divina, cioè la testa. Determinate cellule del cervello ricevono la Luce, portatrice di “Idee Divine”, originata da ciò che chiamiamo Sole. Gli occultisti immaginano il sole fisico quale testa simbolica di un essere spirituale che dirige l’evoluzione della vita nel nostro sistema solare. Spesso si parla di Sé Superiore. È la testa che riceve il respiro vitale che viene trasformato in PENSIERO.

Come rivela la lettera Vav, le vibrazioni del pensiero vengono tradotte in istruzioni impartiteci dal nostro Maestro Interiore. Non appena acquisiamo la facoltà di ascoltare, siamo in grado di sentire, percepire o vedere questo Maestro. Come afferma lo Ierofante, queste istruzioni si manifestano attraverso i nomi e le immagini che destano e ridestano tutti i poteri. In questa fase, il SILENZIO diventa una virtù preziosissima. Alla Vav è attribuito il segno zodiacale del Toro, governato dal pianeta Venere. Il centro (Chakra) di Venere nell’anatomia spirituale è la gola, che regola la PAROLA. Nella lingua ebraica, la Vav viene utilizzata come la nostra congiunzione “e”, il che si adatta ai suoi significati di “gancio o chiodo”. La lettera Vav costituisce il collegamento tra il “sopra” e il “sotto”. L’Idea Divina può sia disperdersi, attraverso l’uso incontrollato della parola, sia manifestarsi, se le si permette di fluire, tramite il SILENZIO o l’uso controllato della parola, in quell’aspetto della coscienza, rappresentato dalla lettera finale, cioè la Cheth.

La Cheth viene attribuita allo stomaco e al “recinto” protettivo del torace. All’interno della cassa toracica si trovano organi che rendono possibile e mantengono la vita e che ci permettono quindi di intraprendere azioni. Le AZIONI manifestano il PENSIERO originale insito nella materia. L’attribuzione di Cheth al segno zodiacale del Cancro mostra un’altra importante verità. Il Cancro è governato dalla Luna. La parola chiave di Cheth, cioè RICETTIVITA’, è particolarmente in sintonia con la Luna, poiché quest’ultima riceve la luce del Sole e la riflette. Per quanto riguarda la psicologia umana, la Luna corrisponde all’inconscio, estremamente ricettivo nei confronti delle impressioni che vi vengono instillate. Nell’inconscio il seme si sviluppa fino a raggiungere la sua massima manifestazione.

Le virtù del SILENZIO e dell’uso controllato della parola svolgono un ruolo fondamentale in questo processo, in quanto rappresentano gli aspetti chiave del collegamento tra PENSIERO e AZIONE, ossia Resh “e” (Vav) Cheth, cioè RVCh o Ruach. Ricordiamo le parole dello Ierofante nell’Iniziazione 0=0 “… perché per i Nomi e le Immagini tutti i Poteri si destano e si ridestano”. La lettera Vav riflette questa verità, ma è solamente attraverso il silenzio o l’uso controllato della parola che questi poteri destati o ridestati possono manifestarsi sul piano esteriore dell’essere.

Ricordiamo anche le parole del Kerux: “la natura è armoniosa in tutte le sue opere, e ciò che sta in alto è come ciò che sta in basso. Così anche le Verità che noi investighiamo attraverso la Scienza materiale altro non sono che speciali esempi delle leggi onnipresenti dell’universo. Perciò, in questo liquido puro e limpido sono nascosti gli elementi che hanno somiglianza con il sangue, così come nella mente e nel cervello dell’Iniziato si celano i Segreti Divini e la Conoscenza Arcana. Tuttavia, se il Giuramento venisse dimenticato e il solenne impegno violato, allora ciò che è segreto sarà svelato, come questo liquido puro rivela la sembianza del sangue… E il colore del sangue ti ricordi che se verrai meno a questo tuo giuramento di segretezza, il tuo sangue potrà venire versato e il tuo corpo annientato”.

La violazione del giuramento di segretezza non si ripercuote solamente sul singolo Iniziato, ma sull’intero Ordine. Pertanto non lasciamo che questo accada e che il sangue vitale del nostro Ordine venga versato, ma manteniamo il silenzio e il controllo di noi stessi, affinché l’energia che scorre attraverso la nostra comunità si possa manifestare sotto forma di salvezza e armonia, in un mondo che di questa energia ha estremamente bisogno.

Sebbene le nostre pratiche siano state in parte pubblicate, esse costituiscono pur sempre un “segreto” per quel che riguarda la nostra crescita, sia come individui che come comunità. Tutti noi siamo concordi nell’affermare che non si può raggiungere l’illuminazione studiando dei libri, ma solamente lavorando con costanza e persistenza. Un lavoro efficace richiede tutto il nostro impegno e moltissima energia, che troppo spesso sprechiamo attraverso l’uso incontrollato della parola. Se osserviamo il giuramento di segretezza, ci prepariamo a diventare illuminati e dimostriamo di essere pronti a ricevere l’inesauribile flusso di energia divina che può manifestarsi solamente mediante il silenzio.

In L.V.X. e in 770
Un Cercatore della Luce

 

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